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Insalata in Vasetto per l'#InsalataDay

'Niente è più difficile della Libertà:
la libertà di durare fatica,
la libertà di non vivere morti'
Oriana Fallaci

Vi sarete chiesti che fine avessi fatto, sinceramente me lo sono chiesta anch'io: 'Che fine hai fatto Simo?'
Direi una banalità se tirassi in ballo la scusa degli impegni di lavoro (che ci sono e sono tanti).
Dopo tanti anni di posts, ricette, foto e articoli scritti per altri portali, è arrivato anche per me il momento in cui ti siedi e ti chiedi quale sia la direzione da prendere: ho vagliato proposte di libri da scrivere, di programmi tv in cui presenziare, di giurie di concorsi ed eventi a cui partecipare... niente da fare. Non era lì che volevo andare.
Ho preso questo periodo sabbatico come un momento di riflessione e di esperimenti in cucina, ho fatto prove e deciso che non mangerò mai insetti ed alghe strane, che i dolci mi piacciono e che se è vero che fanno male, ne mangerò di meno, ma li mangerò e che l'essere 'talebani' in cucina mi…

Bambini, cibo, gioco e inappetenza: cosa fare se i figli non mangiano #PsicheInCucina


Eccoci di nuovo all'appuntamento con #PsicheInCucina, oggi la Dott.ssa Miolì Chiung affronta il tema cibo e bambini, ossia, cosa fare quando i bambini sono inappetenti!

Sono tantissimi i genitori che mi chiedono informazioni per risolvere un problema frequente, ossia l’inappetenza dei figli. Parto già dicendo che definirlo un problema non è sempre appropriato. Per quale motivo?
 Per il semplice fatto che, nei primi tre anni di vita, il rifiuto di alcuni cibi è una naturale conseguenza di quel processo di distacco dalla madre che inizia attorno agli 8/9 mesi e che vede il bimbo affermare la sua identità anche attraverso l’opposizione alle proposte degli adulti.
Allarmarsi pensando a chissà quali disagi fisici o psicologici è quindi spesso esagerato. I “no” secchi a determinati alimenti sono normali, l’importante è che riuscire a gestirli facendo capire al bambino che deve trovare un equilibrio tra i suoi desideri e gli stimoli che arrivano dalle persone più vicine.
Data questa doverosa premessa è bene ricordare che esistono comunque periodi durante i quali il rifiuto del cibo è legato a una situazione di somatizzazione, che non deve essere per forza legata a qualcosa di grave o spiacevole ma anche a un semplice cambiamento, legato per esempio alla scuola.
Come risolvere la situazione e tornare a far mangiare i propri figli? Divertendosi assieme a loro, perché il cibo non è un semplice strumento per nutrirsi e sopravvivere, ma un riferimento culturale e psicologico centrale, come dimostra l’esistenza del comfort food.
Ecco quindi qualche consiglio pratico in merito!
·         Preparate la tavola con loro: la preparazione della tavola può diventare un meraviglioso momento di gioco, durante il quale i bambini hanno modo di esprimere la propria creatività. Coinvolgeteli cercando di puntare il più possibile su questo aspetto e lasciate loro campo libero per decidere dettagli come i colori dei tovaglioli e della tovaglia. Potete anche creare assieme dei porta tovaglioli personalizzati per tutti riciclando oggetti già presenti in casa.
·         Spazio ai colori: i colori degli alimenti sono fondamentali! Il consiglio migliore è quello di puntare su cibi caratterizzati da colori caldi come l’arancione, che comunica allegria ed entusiasmo.

·         Viva le attività all’aria aperta: durante  i mesi estivi può capitare che i bambini manifestino inappetenza per via del minor dispendio calorico, che fa sì che il corpo richieda meno quel carburante che è il cibo. Cosa fare in questi casi? Lasciare spazio alle attività all’aria aperta, che contribuiscono allo smaltimento delle calorie, aiutano a risolvere il problema temporaneo dell’inappetenza e rappresentano una scelta sana anche per la mente.

Dott.ssa Miolì Chiung
Responsabile Studio di Psicologia Salem

 www.studiosalem.it
mail: info@studiosalem.it

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