Passa ai contenuti principali

In primo piano

Bundt Cake al Cacao e Rhum - Cocoa and Rhum Bundt Cake

'Comincia ad essere adesso 
ciò che tu vuoi essere domani'
William James


E mentre in tanti fanno sfoggio di bellissimi pandori e panettoni, ecco a voi la torta più mal riuscita che abbia mai cucinato!
'E perchè la pubblichi, allora?', vi chiederete.
Bene, vi rispondo: perchè questa torta nonostante la sua semplicità, nonostante l'abbia già cucinata N volte, nonostante abbia fatto le stesse operazioni di sempre, stavolta ha deciso di non staccarsi interamente dallo stampo, ma è e rimane una delle torte più buone che abbia mai fatto!
E così, mentre immaginavo già lo styling bello e perfetto del post natalizio, giro lo stampo sul vassoio, lo alzo e vedo una ciambella mancante di un pezzo... sì, proprio così, un pezzo di torta era rimasta appiccicata allo stampo!
Tragedia!
Non avevo tempo di cucinarne un'altra e volevo davvero fare gli auguri natalizi come faccio di consuento, postando un dolce!
E mentre pensavo, ho iniziato a staccare dei pezzetti dal pezzo di torta…

Bambini, cibo, gioco e inappetenza: cosa fare se i figli non mangiano #PsicheInCucina


Eccoci di nuovo all'appuntamento con #PsicheInCucina, oggi la Dott.ssa Miolì Chiung affronta il tema cibo e bambini, ossia, cosa fare quando i bambini sono inappetenti!

Sono tantissimi i genitori che mi chiedono informazioni per risolvere un problema frequente, ossia l’inappetenza dei figli. Parto già dicendo che definirlo un problema non è sempre appropriato. Per quale motivo?
 Per il semplice fatto che, nei primi tre anni di vita, il rifiuto di alcuni cibi è una naturale conseguenza di quel processo di distacco dalla madre che inizia attorno agli 8/9 mesi e che vede il bimbo affermare la sua identità anche attraverso l’opposizione alle proposte degli adulti.
Allarmarsi pensando a chissà quali disagi fisici o psicologici è quindi spesso esagerato. I “no” secchi a determinati alimenti sono normali, l’importante è che riuscire a gestirli facendo capire al bambino che deve trovare un equilibrio tra i suoi desideri e gli stimoli che arrivano dalle persone più vicine.
Data questa doverosa premessa è bene ricordare che esistono comunque periodi durante i quali il rifiuto del cibo è legato a una situazione di somatizzazione, che non deve essere per forza legata a qualcosa di grave o spiacevole ma anche a un semplice cambiamento, legato per esempio alla scuola.
Come risolvere la situazione e tornare a far mangiare i propri figli? Divertendosi assieme a loro, perché il cibo non è un semplice strumento per nutrirsi e sopravvivere, ma un riferimento culturale e psicologico centrale, come dimostra l’esistenza del comfort food.
Ecco quindi qualche consiglio pratico in merito!
·         Preparate la tavola con loro: la preparazione della tavola può diventare un meraviglioso momento di gioco, durante il quale i bambini hanno modo di esprimere la propria creatività. Coinvolgeteli cercando di puntare il più possibile su questo aspetto e lasciate loro campo libero per decidere dettagli come i colori dei tovaglioli e della tovaglia. Potete anche creare assieme dei porta tovaglioli personalizzati per tutti riciclando oggetti già presenti in casa.
·         Spazio ai colori: i colori degli alimenti sono fondamentali! Il consiglio migliore è quello di puntare su cibi caratterizzati da colori caldi come l’arancione, che comunica allegria ed entusiasmo.

·         Viva le attività all’aria aperta: durante  i mesi estivi può capitare che i bambini manifestino inappetenza per via del minor dispendio calorico, che fa sì che il corpo richieda meno quel carburante che è il cibo. Cosa fare in questi casi? Lasciare spazio alle attività all’aria aperta, che contribuiscono allo smaltimento delle calorie, aiutano a risolvere il problema temporaneo dell’inappetenza e rappresentano una scelta sana anche per la mente.

Dott.ssa Miolì Chiung
Responsabile Studio di Psicologia Salem

 www.studiosalem.it
mail: info@studiosalem.it

Post più popolari