I fattori psicologici dello spreco alimentare #PsicheinCucina



Lo spreco alimentare è uno dei problemi più importanti del nostro tempo. Difficile da tenere sotto controllo in quanto coinvolge sia i professionisti del settore della ristorazione sia i privati, ha anche delle notevoli implicazioni psicologiche. Sembra strano anche solo pensarci ma è proprio così. Lo spreco alimentare, infatti, inizia molto prima dell’arrivo del piatto in tavola. Da dove parte? Dalla corsia del supermercato. La grande distribuzione propone una quantità di prodotti oggettivamente molto alta. Ormai possiamo trovare senza problemi sui banchi del supermercato prodotti per intolleranti a diverse tipologia di sostanze, porzioni per single, prodotti alimentari fatti ad hoc per i bambini.
Quest’abbondanza, come dimostrano i risultati di una ricerca effettuata presso la scuola di management di Grenoble, spinge i consumatori a riempire in maniera quasi compulsiva il carrello, con il risultato che, in molti casi, alcuni dei prodotti acquistati rimangono in dispensa, dal momento che vengono preferiti quelli che scadono prima o che tentano di più.
Per parlare di fattori psicologici dello spreco alimentare è bene toccare anche questo argomento e ricordare che, molte volte, capita d’iniziare un regime alimentare con l’intenzione di consumare determinati alimenti – per esempio qualcosa di particolarmente leggero – per poi focalizzarsi su altro già pochi minuti dopo aver messo il piatto in tavola.
Tutto questo oggi è normale e deriva sia dall’ampia possibilità di scelta, sia dal fatto che si tende ad acquistare non per un effettivo bisogno alimentare ma per affermare uno status o per soddisfare un momentaneo capriccio o la paura di conseguenze particolari sulla salute. Un esempio molto chiaro per inquadrare questa situazione è la tendenza, a dir poco preoccupante, ad acquistare prodotti senza glutine anche senza una diagnosi di celiachia.

Come evitare tutto questo? Essere totalmente impermeabili ai messaggi che arrivano dalla pubblicità e dalle tendenze, a volte dannose, del momento non è certamente facile ma è possibile. Un ruolo senza dubbio importante lo hanno le campagne di comunicazione, che dovrebbero evitare di colpevolizzare l’utente finale. Ovviamente conta molto anche la responsabilità personale. Per evitare di sprecare cibo è bene impegnarsi ogni giorno, adottando piccoli trucchi come per esempio quello di non andare a fare la spesa a stomaco vuoto, per non correre il rischio di acquistare, sull’onda dello stimolo della fame, prodotti che effettivamente non servono e che hanno come destino più probabile quello di finire nella dispensa fino alla scadenza, alimentando lo spreco alimentare.

Dott.ssa Miolì Chiung
Responsabile Studio di Psicologia Salem

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